Valorizzare l’olio d’oliva italiano

Tracciabilità e comunicazione per valorizzare l’olio d’oliva italiano

Campagne di promozione e di comunicazione mirate e più strutturate devono partire dalle istituzioni, fonti autorevoli e perciò attendibili, affinché i consumatori finali possano comprendere il valore salutistico di un extra vergine tracciato e certificato.

Nel generale progetto di rilancio del comparto olivicolo-oleario, il sostegno delle istituzioni, nazionali, regionali e locali deve essere speso anche in termini di promozione della qualità di oli extravergini prodotti in Calabria.

Campagne di promozione e di comunicazione mirate e più strutturate – attraverso tutti i canali mass mediali a disposizione, compresi i social network – devono partire dalle istituzioni, fonti autorevoli e perciò attendibili, affinché i consumatori finali possano comprendere il valore salutistico di un extravergine tracciato e certificato e soprattutto legato al territorio in cui si produce.

Perché è importante produrre più olio extravergine, tracciato, certificato, sostenibile e perciò prodotto nel rispetto dell’ambiente, ma perché tutto questo valore aggiunto deve tradursi in ricavi effettivi per le aziende è necessario che i mercati di consumo – consumatori e utilizzatori professionali- abbiano una percezione immediata della valenza – nutrizionale, gastronomica, salutistica – dell’olio di oliva, a partire soprattutto da quello extravergine.

È quanto emerso nel corso del convegno dal titolo: EVO “Social”: Riorganizzare la produzione in filiera; Tracciare, certificare e comunicare la qualità; Rilanciare opportunità di reddito per gli olivicoltori, realizzato dal Conasco nell’ambito della decima edizione di “Olio in Piazza”, lo scorso sabato 25 marzo 2017, presso l’aula magna dell’Istituto “E. Fermi” di Reggio Calabria.

28 marzo 2017

 

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